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Bastia Umbra
14 Agosto 2022
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Giornale dell'Umbria

Si fingono morti per incassare i soldi

Incidente inventato in India per tentare la truffa a un’assicurazione di Bastia Umbra, cinque persone nei guai

Il premio
Le due polizze stipulate in Italia, dopo la finta tragedia in India,avrebbero garantito un premio di quasi 600mila euro

di LUCA FIORUCCI
BASTIA – Coincidenze cosi precise da puzzare di fasullo. La polizza vita stipulata prevedeva un premio raddoppiato in caso di morte in un incidente stradale. E loro in un incidente stradale erano morti. O almeno, cosi assicuravano i loro parenti.
Ogni polizza vita, dopo essere stata stipulata, ha sei mesi di latenza, durante i quali il premio non viene erogato in alcun caso. E l’incidente, il presunto incidente mortale, si era verificato proprio allo scadere di quei sei mesi o poco dopo. Un terribile schianto lungo una strada della cittadina indiana dove i due emigrati erano rientrati da poco, dopo aver vissuto per diverso tempo nella zona di Assisi. Reso noto il decesso alla compagnia assicuratrice di Bastia Umbra, i beneficiari della polizza avevano avanzato la richiesta di liquidazione del premio stesso. In tutto 592mila euro e spiccioli destinati alle tasche di una cognata e di un parente. Anche loro indiani, anche loro residenti ad Assisi, ma integrati, pizzaioli in alcuni locali della zona.
A fronte della richiesta, l’assicurazione aveva avviato degli accertamenti, affidandosi a un investigatore privato. Che, a sua volta, si era messo in contatto con un investigatore indiano. Che, però, ha accertato poi l’aliquota di polizia giudiziaria della polizia stradale, invece che trovare prove a favore dell’assicurazione, ne avrebbe prodotte a favore dei “presunti” deceduti, poi indagati dalla Procura della Repubblica di Perugia, l’inchiesta è coordinata dal pm Massimo Casucci, per la tentala truffa.
Perché è stato appurato che le vittime dell’incidente erano in realtà vivi e vegeti, che l’incidente non c’era stato e che le foto della tragedia, con tanto di sangue a terra e scooter in mille pezzi, ritraevano una messa in scena. Tutto inventato, tutto creato ad arte per assicurarsi una fortuna, approfittando del fatto che – ritengono gli inquirenti – i titolari della polizza avrebbero già avuto intenzione di rientrare in Patria. In India, una volta avallata la pratica, chi sarebbe andato a cercarli? Chi li avrebbe potuti scoprire?
Le indagini della Procura della Repubblica sono arrivate a conclusione, cinque gli indagati, il presunto ispiratore, come detto, era un conosciuto pizzaiolo della zona che, come gli altri, forse temendo di essere scoperto, se ne è andato dalla sera per la mattina. Il suo datore di lavoro lo ha atteso per settimane, credendo che fosse una semplice visita alla famiglia in India. Ma non è più tornato. Per loro il pm Casucci procederà a chiedere il rinvio a giudizio, ma al momento sono fantasmi.

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