COMUNICATO STAMPA
L’EPOPEA DEL TOMBINO: TRA SENSO CIVICO, FORAZZE E GRANDI IMPRESE
Assisi, 26/08/2026 – C’è un momento in cui una città capisce di aver raggiunto vette amministrative difficilmente immaginabili: quando il tombino diventa protagonista della comunicazione istituzionale.
Per definizione, il tombino è una copertura destinata a chiudere un’apertura della sede stradale, consentendo l’accesso ai sottoservizi. La forazza (o caditoia), invece, è una griglia o apertura destinata alla raccolta e al deflusso delle acque.
Il sindaco, invece, è riuscito a trasformarli in protagonisti della comunicazione istituzionale.
Prima l’elogio, con tanto di foto, al cittadino che ha pulito un tombino pubblico o una forazza. Un gesto di senso civico? Certamente. Ma non confondiamo il senso civico con la sostituzione del cittadino all’ente pubblico nella manutenzione dei beni comunali. E soprattutto attenzione alle responsabilità: l’art. 2043 del Codice civile disciplina il risarcimento per fatto illecito. Se qualcuno si fa male o provoca un danno mentre interviene su un bene pubblico, la questione potrebbe diventare tutt’altro che folkloristica. Poi il secondo grande evento: una turista perde un monile dentro una forazza e gli operatori comunali intervengono per recuperarlo.
Lieti del lieto fine, naturalmente, e della soddisfazione del sindaco per i commenti dei cittadini riguardo alle attività di ordinaria manutenzione svolte dagli stessi. Ma davvero dobbiamo presentare anche questo come un esempio di eccellenza capace di fidelizzare il turista? E, soprattutto, può un episodio del genere diventare per giorni l’unico tema rilevante nella comunicazione del Comune?
A questo punto aspettiamo fiduciosi il prossimo passo: un’Ode al Tombino alla Neruda, magari accompagnata dal Festival internazionale della forazza.
Ironia a parte, la questione è seria.
Assisi ha bisogno di servizi efficienti, manutenzione, sicurezza, mobilità, decoro e infrastrutture. Non di trasformare la normalità amministrativa in un evento straordinario.
Da Assisi al Centro non abbiamo nulla contro tombini, forazze e simili.
Abbiamo qualcosa contro l’idea che si celebri ciò che dovrebbe essere ordinario mentre i problemi veri della città rimangono irrisolti.

