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23 Marzo 2026
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Assisi

Si chiude ad Assisi con il segno dell’Hospice pediatrico il convegno “Per Francesco sorella è la morte”

COMUNICATO STAMPA

SI CHIUDE AD ASSISI CON IL SEGNO DELL’HOSPICE PEDIATRICO
IL CONVEGNO “PER FRANCESCO SORELLA È LA MORTE”

PRESENTATA L’OPERA SEGNO DEI CENTENARI FRANCESCANI PER IL FUTURO DELL’UMBRIA

 

Assisi, 23/03/2026 – Si è concluso ieri presso la Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli il Convegno nazionale “Per Francesco sorella è la morte. Una provocazione alla vita”.

L’evento, promosso dalla Provincia Serafica dei Frati Minori di Umbria e Sardegna nell’ambito dell’VIII Centenario francescano, con il patrocinio del Comitato Nazionale Centenari Francescani e dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI, ha riunito per quattro giorni 220 convegnisti e oltre 40 tra teologi, medici, scienziati e intellettuali, per interrogare il senso della vita alla luce del suo compimento.

Il convegno, nato dalla consapevolezza che il messaggio di Francesco è una presenza ancora viva, ha trasformato Assisi in un crocevia di pensiero tra fede, scienza e responsabilità civile.

«L’intento di questo convegno ‒ ha dichiarato il Ministro Provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, Fra Francesco Piloni, ideatore e promotore del percorso ‒ è stato quello di sostare, con coraggio e serietà, di fronte al limite e alla fragilità intrinseca della vita, lasciandoci guidare da tre parole chiave del Cantico di Francesco: infirmitate, tribulatione e morte. In un’epoca in cui il morire è spesso relegato a un fatto privato, vissuto in una solitudine che ne accentua il peso, abbiamo sentito l’urgenza di risignificare questi termini. Non si tratta di celebrare la fine, ma di aprire un dialogo necessario tra fede, medicina e psicologia, coinvolgendo medici, operatori sanitari e istituzioni per trasformare il tabù in una responsabilità condivisa. Solo abitando insieme la fragilità possiamo generare segni concreti di speranza, come il nuovo Hospice pediatrico, dove il limite non è più un muro ma uno spazio di cura e dignità estrema».

Un ponte tra casa e cura: il futuro dell’assistenza in Umbria

L’ultima giornata del cammino di riflessione ha visto la presentazione del progetto più atteso: l’Hospice Pediatrico regionale, che sorgerà proprio ad Assisi. A illustrare il progetto erano presenti la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, il Direttore Generale USL Umbria 1, Emanuele Ciotti e il Responsabile della Rete di Cure Palliative, Gianni Mazzetti. La struttura, che colmerà un vuoto assistenziale drammatico nel Centro Italia (attualmente privo di simili centri in Marche, Abruzzo e Molise), è stata definita con una frase emblematica: “una casa per chi non può stare a casa”.

L’opera è parte integrante della prima Legge Regionale del 2026 dedicata al Centenario Francescano, che stanzia 2 milioni di euro per le infrastrutture. Il progetto prevede un polo da 18 posti letto, inserito nella rete regionale di cure palliative pediatriche e terapia del dolore, supportato dall’Azienda Ospedaliera e dalla struttura di oncoematologia pediatrica. La sfida è creare un team multidisciplinare con psicologi e assistenti sociali, riducendo la disomogeneità territoriale e i gravosi trasferimenti fuori regione.

L’Hospice non sarà un’anticamera del lutto, ma uno spazio vitale per gestire sintomi complessi e offrire “vacanze assistite”. Il design sarà d’eccellenza ed elaborerà alcune proposte progettuali. I tempi di realizzazione stimati sono di circa 18-24 mesi.

Nell’Hospice le famiglie non saranno più sole nel peso della cura: potranno trovare momenti di stabilizzazione per i propri figli e, per i caregiver, il conforto di non dover fare tutto da soli in situazioni che spesso non trovano spazio adeguato nei reparti ospedalieri. È questo il modo più autentico per lasciarsi interrogare da Francesco: trasformare la cura dei “piccoli” in un segno che resta, un’opera che darà sollievo alle famiglie umbre per molti anni a venire, rendendo eterno il messaggio di questi Centenari.

 

 

 

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