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La dichiarazione di fra Marco Moroni per il trasferimento del questore di Perugia Dario Sallustio e della dirigente del Commissariato di Assisi Francesca Di Luca

COMUNICATO STAMPA SACRO CONVENTO

LA DICHIARAZIONE DI FRA MARCO MORONI PER IL TRASFERIMENTO
DEL QUESTORE DI PERUGIA DARIO SALLUSTIO E DELLA DIRIGENTE
DEL COMMISSARIATO DI ASSISI FRANCESCA DI LUCA

«Cambiano i volti, rimangono i legami»

 

Assisi, 04/11/2026 – Appresa la notizia del trasferimento del questore di Perugia, Dario Sallustio, e della dirigente del Commissariato di Assisi, Francesca Di Luca, il Custode del Sacro Convento di San Francesco in Assisi fra Marco Moroni, OFMConv, a nome della comunità dei frati, ha dichiarato:

«In questo 2026, così ricco di eventi particolarmente significativi legati all’ottavo centenario della morte di san Francesco, mi ritrovo a vivere, accanto a sentimenti di gioia e gratitudine, anche un certo spaesamento. Sì, perché ci sono momenti nella vita in cui vengono meno alcuni punti di riferimento importanti e ci si accorge che occorre, in qualche modo, ridisegnare i propri orizzonti.

Questi ultimi mesi sono stati segnati da diverse partenze che, pur avendo motivazioni differenti e aprendosi spesso a prospettive belle e promettenti, lasciano inevitabilmente un vuoto.

All’inizio di settembre ha lasciato Assisi fra Massimo Travascio, custode della Porziuncola. Avevamo iniziato il nostro mandato quasi negli stessi giorni sei anni fa e insieme, un po’ alla volta, abbiamo imparato che cosa comportassero le nostre rispettive responsabilità. È stato bello condividere questo cammino davvero fraterno, affrontando questioni e difficoltà, ma anche scoprendo possibilità nuove di collaborazione. Oltre a lui sono partiti anche altri frati minori con i quali, nel tempo, stava crescendo un rapporto di vera stima e fraternità.

Poi, proprio alla vigilia della festa di san Francesco ha concluso il suo mandato il prefetto di Perugia, Francesco Zito, mentre in questi giorni è arrivata la notizia del trasferimento del questore di Perugia Dario Sallustio e della dirigente del Commissariato di Assisi, Francesca Di Luca, quest’ultima in servizio da ben dodici anni nella nostra città, entrambi destinati a ricoprire gli importanti incarichi rispettivamente di direttore e di vicedirettrice dell’Ispettorato di pubblica sicurezza presso il Vaticano.

Con queste figure istituzionali abbiamo vissuto una collaborazione davvero intensa, soprattutto in questo anno centenario. Gli eventi che si sono susseguiti, e soprattutto il mese dell’ostensione delle spoglie mortali di san Francesco, hanno richiesto un impegno organizzativo e istituzionale di eccezionale portata. Ho potuto apprezzare da vicino la competenza, la generosità, la dedizione e l’efficacia con cui ciascuno ha svolto il proprio servizio, anche nei delicati rapporti con le più alte istituzioni dello Stato, ma c’è qualcosa che va oltre tutto questo. Con Dario e Francesca non si è trattato soltanto di un’eccellente collaborazione istituzionale: sono nati rapporti di amicizia fatti di fiducia reciproca, di ascolto, di condivisione delle preoccupazioni e delle soddisfazioni, di quella familiarità che permette di riconoscere, dietro un ruolo e una responsabilità, anzitutto una persona. Quando si arriva a questo, un trasferimento non è mai soltanto un avvicendamento amministrativo.

Forse è proprio questo che rende un po’ particolare il sentimento che provo in questi giorni. So bene che gli incarichi hanno una durata, che gli avvicendamenti fanno parte della vita delle istituzioni e che ogni cambiamento porta con sé nuove opportunità, ma so anche che le relazioni non si costruiscono automaticamente; hanno bisogno di tempo, di disponibilità al coinvolgimento, di conoscenza reciproca, di esperienze condivise, di quella fiducia che cresce soprattutto quando ci si trova ad affrontare insieme situazioni impegnative.

Ora occorre ritessere legami altrettanto fecondi con chi assume le nuove responsabilità.

A Dario Sallustio e Francesca Di Luca rivolgo un augurio particolarmente affettuoso per il servizio che li attende. Sono certo che porteranno anche nella nuova destinazione le qualità umane e professionali che ho avuto modo di conoscere e apprezzare, e mi piace pensare che, pur cambiando il luogo del loro impegno, l’amicizia nata ad Assisi continuerà.

San Francesco ci ha insegnato che la fraternità non è semplicemente un ideale da proclamare, ma una realtà da costruire attraverso incontri, gesti e relazioni concrete. Anche questa esperienza, con la sua gioia e con un po’ di malinconia, mi sembra ricordarcelo.

A tutti, dunque, un grazie sincero. E un augurio di cuore per il cammino che continua».

 

 


Sala Stampa – Andrea Rossi
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