COMUNICATO STAMPA
CONSIGLIERE FASULO (FORZA ITALIA): “ZONA IVANCIC E VIALE GIOVANNI XXIII AD ASSISI: FRANA, CROLLI, DEGRADO, ERBA ALTA, ALBERI MAI POTATI, INCURIA, ABBANDONO E BUIO. HO DEPOSITATO UN’ISTANZA URGENTE PER LA MESSA IN SICUREZZA DELL’AREA.”
La battaglia del Consigliere Comunale di Opposizione e Capogruppo di Forza Italia Francesco Fasulo prosegue senza sosta: depositata un’istanza urgente con cui chiede e pretende il consolidamento del versante franoso, la messa in sicurezza di muri, cordoli e recinzioni, la pulizia delle caditoie, il taglio dell’erba alta, la manutenzione e la potatura delle alberature, il ripristino dell’illuminazione pubblica, l’installazione di dissuasori di velocità e un cronoprogramma immediato degli interventi. «Porterò avanti ogni iniziativa istituzionale, politica e amministrativa a tutela dei cittadini e della sicurezza pubblica, ivi compreso il ricorso agli organi di controllo competenti, fino a quando quest’area non sarà finalmente messa in sicurezza e restituita al decoro che merita».
Assisi, 29/06/2026 – C’è un angolo di Assisi che questa Amministrazione ha letteralmente dimenticato. O forse ha scelto di ignorare. Si chiama zona Ivancic, si affaccia su Viale Giovanni XXIII – uno degli ingressi storici alla città, percorso ogni giorno da moltissimi di residenti, lavoratori e turisti – e oggi versa in uno stato di degrado che ha dell’inverosimile.
Dopo aver raccolto le segnalazioni esasperate dei cittadini e aver effettuato un sopralluogo approfondito, il Consigliere Comunale e Capogruppo di Forza Italia ha depositato in data odierna una formale istanza di intervento urgente ai sensi dell’art. 43 del Testo Unico degli Enti Locali, indirizzata al Sindaco, all’Assessore competente e al Segretario Generale. Perché quello che emerge dalla documentazione fotografica raccolta sul posto è il ritratto impietoso di un’amministrazione assente.
«Quella zona è ridotta a una discarica a cielo aperto – dichiara il Consigliere Fasulo –. E non uso iperboli. Ci sono recinzioni che pendono e muricci che si sbriciolano. Ci sono caditoie che non assorbono più una goccia da mesi, se non anni. E la notte, su Viale Giovanni XXIII, si rischia letteralmente la vita perché l’illuminazione è spenta e le auto sfrecciano senza alcun controllo. Questa non è una periferia dimenticata: questa è una vergogna che l’Amministrazione ha il dovere di spiegare ai cittadini».
QUATTRO CRITICITÀ CHE GRIDANO VENDETTA
Primo: la frana che tutti conocscono. L’area della zona Ivancic è storicamente interessata da un movimento franoso. L’Amministrazione lo sa bene, tant’è che ha dovuto recintare un’area e istituire un punto di osservazione geologica, ammettendo nei fatti la pericolosità del versante. Eppure, dopo anni di monitoraggio, di interventi strutturali di consolidamento non si vede traccia.
Secondo: i manufatti che stanno per cadere. Cordoli stradali sbriciolati e divelti. Muri di contenimento attraversati da crepe profonde e segnati da cedimenti strutturali visibili a occhio nudo. Recinzioni metalliche arrugginite, ossidate e pericolosamente inclinate: dovrebbero delimitare e proteggere, ma sono loro stesse un pericolo imminente per chiunque transiti nella zona. Strutture che l’Amministrazione ha il dovere di mantenere in sicurezza e che invece sono state abbandonate a un lento, inesorabile collasso.
Terzo: le caditoie che non drenano più. Pozzetti e griglie di scolo completamente ostruiti da strati compatti di terra, foglie e detriti. In un’area in forte pendenza e già segnata da un dissesto idrogeologico attivo, l’incapacità di convogliare le acque meteoriche non è un dettaglio: è il moltiplicatore perfetto del disastro. Ogni pioggia che non viene drenata si infiltra nel terreno, accelera il movimento franoso, minaccia le fondazioni delle abitazioni e la tenuta delle strade. Lasciare che le caditoie restino in questo stato significa voltarsi dall’altra parte mentre il territorio si sfalda.
Quarto: la strada che di notte è una trappola. Viale Giovanni XXIII è uno degli assi più trafficati della zona. Residenti, pendolari: migliaia di passaggi al giorno. Ma quando cala il buio, la strada sprofonda nell’oscurità. Punti luce spenti o guasti da tempo, zero illuminazione in tratti critici, nessun dissuasore di velocità, nessun attraversamento pedonale segnalato. I residenti denunciano da mesi il transito di veicoli a velocità insostenibile e il pericolo costante per chiunque si muova a piedi. L’Amministrazione non ha mosso un dito.
«I cittadini di quell’area pagano regolarmente le tasse comunali – prosegue Fasulo –. Pagano l’IMU, la TARI, i tributi locali, tutto. E in cambio cosa ricevono? Erbacce, buio, pericoli e la sensazione umiliante di vivere in un posto che per il Comune non esiste. È indecente. La zona Ivancic e Viale Giovanni XXIII non sono il retro dimenticabile di Assisi: sono la porta della città. Meritano rispetto. E da questa Amministrazione, rispetto, non ne hanno ricevuto nemmeno un grammo».
LE CINQUE RICHIESTE DEPOSITATE OGGI
Nell’istanza presentata al Sindaco del Comune di Assisi, all’Assessore ai Lavori Pubblici, Manutenzioni e Sicurezza Urbana, al Segretario Generale, al Dirigente del Settore Lavori e Opere Pubbliche, Servizi alla Città, al Responsabile dell’Ufficio Lavori Pubblici, al Comandante della Polizia Locale, il Consigliere Fasulo ha chiesto con urgenza:
- Piano straordinario di consolidamento del versante franoso – attivare immediatamente, con il coinvolgimento di Regione Umbria, Protezione Civile ed enti geologici, tutte le iniziative necessarie per finanziare e realizzare un intervento strutturale che metta in sicurezza il fronte di frana della zona Ivancic, smettendo di limitarsi a monitorare.
- Manutenzione straordinaria su manufatti e recinzioni – intervenire senza ulteriori rinvii su cordoli stradali, muri di contenimento e recinzioni metalliche pericolanti, per eliminare il pericolo imminente di distacchi e crolli.
- Pulizia e ripristino delle caditoie – liberare immediatamente tutti i pozzetti e le griglie d’ispezione dai detriti che li occludono, ripristinando la piena funzionalità del sistema di deflusso delle acque meteoriche e scongiurando l’aggravamento del dissesto idrico del terreno.
- Taglio della vegetazione infestante e potatura delle alberature – eliminare erbacce, rovi e ramaglie che invadono i passaggi pedonali e le aree a ridosso delle recinzioni, ripristinando condizioni minime di visibilità, decoro e sicurezza.
- Ripristino dell’illuminazione e installazione di dissuasori di velocità su Viale Giovanni XXIII – riaccendere tutti i punti luce non funzionanti e installare sistemi di moderazione del traffico per tutelare l’incolumità di pedoni e residenti.
«Ho chiesto risposta scritta entro trenta giorni, con un cronoprogramma dettagliato: date, risorse, responsabili – incalza il Consigliere Fasulo –. Basta con i documenti vaghi e le rassicurazioni verbali. I cittadini vogliono fatti. E li vogliono subito».
Il Consigliere annuncia che solleciterà personalmente la Regione Umbria e la Protezione Civile per affrontare senza ulteriori perdite di tempo la questione del dissesto idrogeologico, e che in caso di mancato riscontro da parte dell’Amministrazione Comunale ricorrerà a ogni strumento utile, compreso l’esposto alle autorità competenti.
«Io non mollo – conclude Fasulo –. Questa è una battaglia di civiltà prima ancora che politica. E la porterò avanti finché quei cittadini non riceveranno ciò che spetta loro: sicurezza, decoro e il diritto di vivere in una città che non li ignora».

Francesco Fasulo
Consigliere Comunale di Opposizione
Capogruppo di Forza Italia Assisi e Frazioni
Consigliere di Strada
