In questi giorni il dibattito sul nuovo percorso ciclopedonale tra via Ospedale delle Pareti e via Isola Romana si è acceso, concentrandosi soprattutto sugli effetti immediati della modifica della viabilità. È un confronto da orientare all’interesse generale uscendo dai particolarismi e altre forme di speculazione politica ma cercando di coglierne il senso più ampio e l’opportunità per tutti i cittadini del Comune di Assisi e di Bastia.
Il percorso si inserisce all’interno della piana in cui città e frazioni sono immerse in un tessuto aperto di campi coltivati, spazi naturali e percorsi, che negli anni ha perso progressivamente continuità e capacità di relazione. Un territorio composto da parti spesso slegate che richiede di ricostruire relazioni soprattutto tra frazioni ed i principali centri abitati.
Da questa consapevolezza nasce il progetto del Parco della Piana di Assisi, frutto del lavoro di cittadini e associazioni locali e poi acquisito dall’amministrazione comunale, con l’obiettivo di ricucire questo mosaico e ripensare la piana non come spazio da attraversare velocemente in auto, ma come sistema territoriale in grado di mettere in relazione centri urbani e principali poli attrattivi, costruendo nuove connessioni tra luoghi oggi percepiti come separati.
In questa prospettiva, la mobilità assume un ruolo diverso: non è solo un tema di traffico, ma uno strumento per costruire relazioni. Percorsi ciclabili e pedonali, strade locali messe in sicurezza, connessioni tra frazioni e centri maggiori diventano l’ossatura di una rete che permette di attraversare la piana in modo più sicuro, accessibile e sostenibile, ma anche di viverla e sostarvi, restituendo alle strade locali una funzione di spazio sociale e di relazione, non solo di transito.
Il tratto oggetto del dibattito va letto in questa chiave. Non come intervento isolato, ma come uno dei possibili tasselli di una rete più ampia, costruita a partire dall’esistente e dai percorsi già utilizzati quotidianamente o spontaneamente nel tempo. In questo senso, anche l’intervento in corso può essere letto come un primo passo che agisce sull’esistente, mettendolo in sicurezza e rendendolo coerente con una possibile evoluzione più ampia, evitando trasformazioni invasive e difficilmente sostenibili e rafforzando la connessione tra le stazioni ferroviarie di Bastia Umbra e S. Maria degli Angeli, oggi ancora poco integrate.
È proprio attraverso interventi di questo tipo, come la riorganizzazione della viabilità, l’introduzione di sensi unici e la riduzione del traffico di attraversamento, che diventa possibile costruire connessioni efficaci tra i diversi punti del territorio, mettendo in sicurezza le strade locali in tempi contenuti, con costi limitati e senza ulteriore consumo di suolo, in un contesto che negli anni ha già visto indebolirsi la continuità del paesaggio e della struttura agricola. Inoltre rispetto al tratto in discussione, esso è usato già da molte persone per correre, camminare e andare in bicicletta. Accompagnare e mettere in sicurezza questo utilizzo è fondamentale come obiettivo di interesse generale per un territorio sostenibile.
Il nuovo percorso ciclopedonale va letto in questa direzione, come un primo passo per ricostruire relazioni tra i luoghi della Piana e restituire continuità a un territorio che oggi ne ha bisogno.


17/04/2026
Rete delle associazioni e cittadini per il Parco della Piana di Assisi.
Associazione culturale Assisi Mia, Fiab Perugia Pedala, Legambiente Umbria, Movimento dello sconforto generale, Libera Assisi-Bastia Presidio Mario Francese.
