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Bastia Umbra

A CAMPIGLIONE IL CAMBIO DI GESTIONE DEL CENTRO SOCIALE AGITA LE ACQUE, MA RIGUARDA UN PO’ TUTTI I 9 CENTRI SOCIALI CITTADINI.

L’Amministrazione Pecci illustra l’esito del nuovo bando di assegnazione. A Campiglione il passaggio di testimone punta su innovazione, inclusione e nuove energie

 

L’assemblea pubblica, molto partecipata, tenutasi ieri lunedì scorso a Campiglione, ha segnato un passaggio delicato – e tutt’altro che indolore – nel percorso di ridefinizione della gestione dei centri sociali di Bastia Umbra.  Al centro del confronto, il futuro del centro sociale di Campiglione e il passaggio di gestione dal circolo ARCI all’associazione Accademia Creativa, nell’ambito di una più ampia “rivoluzione” annunciata dall’Amministrazione Pecci e che riguarda tutti i 9 centri sociali cittadini: ricambio generazionale, apertura alla città, specificità e superamento del modello dei centri “fotocopia”.

Ad aprire l’incontro è stato il sindaco Erigo Pecci, che ha rivendicato con decisione la scelta politica operata dall’Amministrazione, collocandola nel perimetro – non negoziabile – della legalità. La novità principale del nuovo bando, ha spiegato, è stata l’applicazione rigorosa delle normative vigenti, in particolare l’obbligo di iscrizione al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) come condizione imprescindibile per l’assegnazione gratuita di beni pubblici. «Un bene comune non può essere gestito se non attraverso una manifestazione di interesse pubblica – ha affermato – perché questo significa stare sotto la legalità».

Una scelta che, nelle parole del sindaco, non nasce da un mero formalismo burocratico, ma dalla volontà di “uscire dall’altoforno dell’incertezza” che negli anni ha caratterizzato la gestione dei centri sociali, spesso affidati in deroga o con assetti ormai non più sostenibili. Pecci ha definito l’interesse per i centri sociali “vitale” per Bastia Umbra, ricordando come in passato alcune strutture abbiano perso progressivamente la loro funzione originaria, trasformandosi in altro. Da qui la necessità – rivendicata – di un cambio di passo, anche a costo di decisioni impopolari.

L’assessore ai Servizi sociali Elisa Zocchetti ha poi tradotto la linea politica in strategia operativa, chiarendo le ragioni specifiche che hanno portato al cambio di gestione a Campiglione. Qui, a differenza di altre realtà, sono pervenute due domande. La commissione tecnica, composta da tre funzionari comunali, ha valutato i progetti assegnando un punteggio più alto alla proposta di Accademia Creativa, ritenuta più rispondente ai nuovi criteri di innovazione, diversificazione e “attualizzazione” richiesti dal bando. «Non c’è alcun giudizio negativo sulla gestione precedente, che è stata egregia», ha precisato Zocchetti, ricordando attività storiche come i Gemellaggi e la Festa della Trebbiatura, «c’è stata una valutazione tecnica su progetti che guardano al futuro». Il punto politico è chiaro: superare il modello di otto o nove centri sociali tutti uguali. «Oggi non possiamo più permetterci centri sociali fotocopia», ha ribadito l’assessore, indicando una visione basata sulla specializzazione delle sedi, sull’ampliamento dei target generazionali e sulla valorizzazione delle peculiarità di ogni struttura.

Un ricambio definito “fisiologico”, anche anagraficamente, e coerente – secondo la Giunta – con quanto dichiarato in campagna elettorale e tradotto nelle Linee di mandato e che quindi, in prospettiva, potrebbe riguardare anche gli altri centri sociali cittadini, al momento della nuova assegnazione.

A cercare di abbassare i toni è stato Luca Sargenti, per Accademia Creativa, associazione vincitrice del bando per la gestione del centro sociale di Campiglione, che ha parlato di un impegno nato dal desiderio di “restituire qualcosa alla società”, mettendo a disposizione competenze educative e artistiche maturate nel lavoro teatrale. Il progetto presentato e risultante vincitore si articola su quattro pilastri – ambiente, sociale, salute della mente e della persona – e prevede attività come yoga, ginnastica e iniziative rivolte a fasce di età diversificate, come quella 11-15 anni, oggi particolarmente scoperta. Netta la smentita di qualsiasi volontà di cancellare le tradizioni esistenti: «Sarebbe una scelta folle togliere qualcosa che già esiste e funziona. Non siamo qui per fare qualcosa contro qualcuno, ma per mettere qualcosa sul piatto».

Non sono mancati, però, interventi critici e carichi di preoccupazione da parte dei partecipanti all’assemblea. Rosella Vescovi, storica referente del circolo ARCI, ha espresso il senso di espropriazione di una sede gestita per decenni senza problemi, sollevando anche questioni pratiche legate ad arredi e attrezzature di proprietà del circolo. Monia Mancinelli, per il Comitato Gemellaggi, ha ricordato il rapporto “simbiotico” con l’ARCI e ha chiesto chiarimenti operativi per garantire la continuità delle attività.

Particolarmente duro l’intervento dell’ex sindaco Stefano Ansideri: «Siamo alla sagra dell’ipocrisia», ha esordito, contestando la mancanza di un confronto preventivo con i gestori storici e definendo la vicenda uno scivolone politico evitabile con maggiore cautela e dialogo.

L’assemblea si è conclusa con l’impegno a istituire un tavolo di confronto tra vecchia e nuova gestione, per definire modalità operative di una gestione che si auspica condivisa e non esclusiva. La sfida emersa non è tanto tra “chi vince e chi perde”, quanto tra la conservazione di un modello statico e l’inizio di un nuovo modello dinamico.

L’Amministrazione Pecci, intervenuta all’assemblea praticamente al completo, si assume la responsabilità politica del cambiamento, ribadendone la perfetta legalità, la coerenza con il mandato elettorale e la volontà di trovare il modo di mantenere vivi ed attivi i centri sociali, nonostante i radicali cambiamenti della società avvenuti dagli anni ’90 quando sono stati istituiti, ad oggi. Resta tuttavia l’amarezza per un cambiamento improvviso avvenuto senza un adeguato percorso di accompagnamento della comunità di Campiglione e senza aver lavorato in via preventiva ad un accordo di gestione condivisa tra storica gestione ARCI e nuove energie provenienti da associazioni interessate ad operare in quel centro sociale.

13/01/2026

Claudia Lucia

Terrenostre

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