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Cultura

Assisi vista da Steve McCurry nella mostra “Umbria”: volti, semplicità e cuore spirituale.

A Montefalco sono in mostra fino al 3 maggio 60 fotografie, molte inedite, del celebre racconto sull’Umbria di Steve McCurry, tra i fotografi più amati al mondo. Una mostra che emoziona, sorprende e racconta la nostra regione con uno sguardo unico e potente.

C’è un’Umbria che non si limita a essere osservata, ma che si lascia attraversare lentamente, con rispetto e silenzio. È questa la sensazione che accompagna il visitatore nella mostra “Steve McCurry – Umbria”, ospitata fino al 3 maggio al Complesso museale di San Francesco a Montefalco. Un racconto visivo intenso e intimo che restituisce l’anima più autentica della nostra regione attraverso 60 fotografie, molte delle quali inedite.

 

All’interno di questo ampio mosaico narrativo, le immagini dedicate ad Assisi emergono come un capitolo a sé: non semplici vedute iconiche, ma meditazioni visive sul senso della spiritualità, del cammino e della presenza umana nei luoghi del sacro.

Emblematica è la fotografia della scultura di Norberto Proietti, “Il ritorno di San Francesco”, conosciuta anche come Il pellegrino della pace. McCurry ne coglie la forza simbolica senza enfasi, lasciando che la figura dialoghi con lo spazio e con la luce, trasformando l’opera in un segno universale di spiritualità e riconciliazione. Non è solo un omaggio a Francesco, ma un richiamo silenzioso al valore del viaggio interiore.

La Basilica di San Francesco appare lontana da ogni retorica da cartolina. Inserita nel racconto visivo di McCurry, diventa un punto di equilibrio tra cielo e terra, un luogo che irradia quiete e gravità storica. La fotografia non celebra il monumento, ma ne restituisce il peso simbolico, come se la pietra custodisse ancora le voci dei pellegrini di ogni tempo.

 

Ancora più narrativa è l’immagine di un uomo che cammina su una collina con la Rocca Maggiore sullo sfondo. Qui Assisi non è sfondo, ma compagna di viaggio: la figura umana, piccola rispetto al paesaggio, diventa metafora del cammino francescano, dell’umiltà e del rapporto profondo tra uomo e natura. È una fotografia che parla di lentezza, di ricerca, di equilibrio.

 

Chiude idealmente questo percorso l’immagine dei due sacerdoti che camminano sul marciapiede di Assisi. Uno scatto apparentemente semplice, quotidiano, ma carico di significato. McCurry coglie un momento di vita ordinaria, trasformandolo in racconto: il sacro che si intreccia con il quotidiano, la spiritualità che continua a vivere nei gesti più semplici.

La forza della mostra a Montefalco sta proprio qui: nel non separare mai luoghi e persone, storia e presente, monumentalità e vita quotidiana. Come sottolinea la curatrice Biba Giacchetti, l’Umbria “non si attraversa: si vive”, e le immagini di Assisi ne sono una dimostrazione potente.

“Steve McCurry – Umbria” non è una semplice antologia fotografica, ma un racconto affettuoso e profondo. Nelle fotografie dedicate ad Assisi, più che altrove, emerge lo sguardo di McCurry come quello di un pellegrino contemporaneo: attento, rispettoso, capace di cogliere l’invisibile.

 

Una mostra che invita a rallentare, osservare e, soprattutto, sentire.

 

Per informazioni sulla mostra: www.museomontefalco.it

 

27/12/2025

Sara Stangoni

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