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Bastia Umbra
9 Agosto 2022
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Bastia Umbra Politica

Presentato ufficialmente il documento elaborato dai Partiti di Centro Sinistra sull’operato della Giunta Ansideri

MA DOVE SONO I GRANDI RISULTATI DELLA GIUNTA ANSIDERI DIETRO LO SLOGAN “CAMBIAMO BASTIA!”?

Premessa
I partiti e i movimenti del Centro Sinistra di Bastia Umbra, hanno sentito il bisogno di riunirsi e di confrontarsi in diverse occasioni per valutare il giudizio sulle attività e sui risultati dell’operato della Giunta Ansideri, in carica dal giugno 2009 e con un orizzonte davanti a sé di soli dieci mesi di mandato prima dello scioglimento del Consiglio comunale e delle nuove elezioni amministrative.
Dopo una seria e partecipata riflessione è stato elaborato un documento ampiamente condiviso dal quale emerge con chiarezza l’attività, o meglio l’immobilismo che ha caratterizzato questo esecutivo.
Il presente lavoro serve quindi in primo luogo per fare un bilancio di questa esperienza politica e amministrativa, tuttora in corso, da sottoporre all’attenzione delle forze sociali, delle associazioni di categoria e del volontariato e infine all’intera cittadinanza, ma soprattutto dovrà servire come base per l’elaborazione della proposta di governo della città e per l’individuazione della nuova classe dirigente che si dovrà far carico di un nuovo progetto amministrativo e del rilancio complessivo del tessuto produttivo, economico, sociale e culturale di Bastia Umbra.
Con questo documento si conclude la prima fase della valutazione dell’operato della Giunta Ansideri, ma rappresenta anche la base sulla quale coinvolgere e chiamare a raccolta tutte le forze vive della città, che dovranno necessariamente essere le protagoniste di un nuovo dialogo con i partiti, e che saranno in grado di proporre le soluzioni o dare nuove risposte alle attuali esigenze della collettività, in vista della prossima scadenza elettorale, per ricostruire e restituire a Bastia l’identità di città dinamica, con un ruolo centrale all’interno della dimensione regionale che le appartiene e della quale si deve riappropriare.
La Giunta Ansideri: un insieme rissoso e disomogeneo

La Giunta Ansideri, a fronte dei risultati conseguiti dal Centro Sinistra, che a parere dei suoi componenti sarebbero stati scadenti, si è presentata, fin dai suoi esordi, in pompa magna con grandi slogan e nel segno di un cambiamento radicale dei metodi e delle prospettive per ridare lustro e vivacità alla città di Bastia, quando, con passaggi a dir poco folkloristici, ha inaugurato la sua stagione politica e amministrativa in città con una prima azione eclatante come quella di pulire le scale del Palazzo Comunale con un noto disinfettante.
A fronte di questo inizio scoppiettante, l’Esecutivo in realtà è stato continuamente in crisi: vuoi per le gravi vicende giudiziarie che lo hanno attraversato, vuoi per le rotture politiche, dapprima con vari esponenti del Centro destra e poi, piano piano, all’interno dello stesso PDL, per arrivare infine alle dimissioni, fortemente motivate e polemiche, del vicesindaco, che peraltro rappresenta una componente essenziale e determinante della maggioranza uscita dalle elezioni 2009. La lacerazione interna alla stessa maggioranza è poi continuata con la creazione del gruppo consiliare Fratelli d’Italia e con le dimissioni, cariche di polemiche, del consigliere Morbidini.
Ora a Bastia, invece di una Giunta che lavora in maniera collegiale e propositiva, di fatto abbiamo una diarchia o, chissà, forse, una triarchia!
Solo con questa breve disamina ci si può rendere conto che la città ha assistito finora ad un gioco delle parti ed è costretta a subire sulla propria pelle una vera e propria farsa. Una farsa ben mascherata: ma pur sempre farsa!
Entrando nel dettaglio, si può provare ad esaminare per punti l’operato, peraltro abbastanza opaco, della Giunta Ansideri e valutare quali sono i grandi obiettivi che si era posta e se è stata in grado o meno di raggiungerli.

1. Gestione del personale comunale
La Giunta si è dimostrata finora poco trasparente e poco attenta alla necessità di organizzare in maniera funzionale e razionale il personale , e non è minimamente riuscita a motivare e a orientare la funzione dei dipendenti comunali come importante e fondamentale attività di servizio a totale disposizione dell’intera collettività e impegnata a fornire risposte puntuali e precise ai bisogni e alle esigenze anche primarie dei cittadini.
Al contrario si assiste spesso, e, purtroppo, con impotenza, alla mortificazione sia sul piano professionale che su quello umano di persone capaci e volenterose, ma accantonate per il semplice motivo di non essere degli “yes man”.
In questa logica perversa si è persino arrivati a rimuovere immotivatamente il comandante dei Vigili urbani.

2. Gestione del bilancio e delle risorse pubbliche
Su questo versante si registra proprio una calma piatta, una gestione involutiva, nessun segno di novità.
Sono passati ormai quattro anni e non si trova un riscontro di alcun genere.
In nessun settore si riesce a cogliere il segno di questa legislatura, se non in alcune scelte demagogiche e populiste che hanno arrecato danni all’intera cittadinanza, come quella di aver abrogato la piccola e modestissima tassa di scopo finalizzata alla realizzazione della scuola di XXV Aprile con il risultato che quel problema scolastico rimane ancora irrisolto!
Alla demagogia dello slogan “meno tasse per tutti” oggi fa seguito in maniera sfacciata e arrogante il comunicato del Sindaco con cui ci informa che dovremo pagare mediamente il 40% in più di tasse per la nettezza urbana (Tares), con un incidenza media nelle tasche dei cittadini di circa 500€ all’anno per famiglia (1.000.000 delle vecchie Lire!). Appare quindi evidente che l’intero peso del servizio nettezza urbana nel tempo, è stato trasferito quasi tutto a carico dei cittadini.
Si ricorda che la tassa di scopo che non si è voluta mantenere incideva per cifre irrisorie nelle tasche dei cittadini e quantificabili in circa 10€ a famiglia, tassa che peraltro oggi avrebbe consentito la risoluzione del problema scolastico con la realizzazione della nuova scuola di XXV Aprile con annessa sezione di scuola media e relativi locali per la nuova dirigenza, mentre, al contrario, si assiste tristemente alla proposta di chiusura di due scuole funzionanti sulle due frazioni di Cipresso e di Bastiola, che attorno a tali servizi hanno costruito il loro sviluppo urbano e la loro identità.
Abbiamo difeso queste scuole anche in momenti in cui il corpo docente nel suo complesso presentava alcune carenze: oggi la situazione nelle due scuole si è assestata e constatiamo con piacere che il problema legato all’organico è risolto ed esprimiamo la nostra riconoscenza nei confronti dei docenti, qualificati e degni del compito loro assegnato.
Ma in questo contesto qual è stato il contributo della Giunta comunale? È stato quello, estremamente negativo, di proporre, senza motivazioni plausibili, la chiusura dei due plessi scolastici sopra citati, senza peraltro prospettare ipotesi alternative e tanto meno soluzioni ai nuovi problemi che questa inedita situazione provocherà!
Altra grave carenza dell’esecutivo è la totale incapacità di avvalersi delle occasioni che offrono i fondi strutturali europei, per finanziare le attività economiche esistenti e per sostenere e incoraggiare l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali. L’Amministrazione si è infatti mostrata completamente sorda e chiusa ad ogni tipo di progettazione che consentisse l’accesso a questo importante canale di finanziamento comunitario, sia per l’attività pubblica di competenza dell’Amministrazione stessa, sia per l’imprenditoria privata, declinata in tutte le sue articolazioni, compresa quella femminile, giovanile, agricola, ecc., rinunciando colpevolmente ad avvalersi degli unici strumenti di finanziamento a disposizione dell’imprenditoria e degli enti locali in tempi così difficili.

3. Infrastrutture e lavori pubblici
Qui siamo all’immobilismo più ferreo se non addirittura al recesso: è sotto gli occhi di tutti la mancata o carente capacità di svolgere i servizi principali come la manutenzione delle strade, delle fognature, del verde pubblico e degli spazi pubblici in generale.
Si sono realizzate rotonde e “rotondette” (o “cerchietti” che dir si voglia!) dove non servono, o meglio, servono solo a complicare la viabilità e la vita dei cittadini e delle strutture commerciali.
Si attendeva la rotonda di Via Roma mentre se ne costruisce una in via Gramsci (incrocio con Via Vietnam) senza capirne il perché, visto che non risolve i problemi veri della viabilità di Bastia.
Un altro appuntamento mancato è stato il completamento, attraverso la realizzazione della piscina esterna del centro nuoto: opera di grande necessità per il periodo estivo e particolarmente avvertito dalla cittadinanza. Si è preferito anche in questo gettare ingenti risorse per presentare un mega progetto di nuova città dello sport che non vedrà mai la luce.
Che dire poi della ormai completa distruzione di Piazza Mazzini, la piazza principale di Bastia a fronte della scelta scellerata di riaprila al traffico? No comment!
Stendiamo un pietoso velo poi sull’operato della Giunta comunale, praticamente inesistente, nelle frazioni che appaiono tristemente completamente abbandonate a loro stesse!

4. Gestione del Patrimonio pubblico
In quattro anni l’inefficienza della Giunta Ansideri ha una cartina di tornasole evidentissima nell’uso del patrimonio pubblico.
Ha ereditato sì i servizi di anagrafe insediati in un edificio in affitto, in zona decentrata e priva di parcheggio, ma non ha fatto nulla per migliorarne la collocazione, e magari trasferirli nell’edificio situato in Piazza Umberto, completamente vuoto e non utilizzato e particolarmente adatto a questo utilizzo.
Ancora oggi in questo stabile sono in corso lavori ingenti e senza fine, ma quel che è peggio non si sa quale sarà la destinazione finale di questi spazi per il futuro!

5. Urbanistica
L’aspetto più eclatante dell’incapacità progettuale della Giunta Ansideri lo ritroviamo nella gestione del governo del territorio nel suo insieme.
Qui si è veramente toccato il fondo: alle “strombazzate”, alle enfatizzazioni iniziali sbandierate dietro la scelta tecnica e di novità che aveva portato alla nomina dell’Assessore Livieri all’Urbanistica – dopo furiose lotte intestine che hanno tra l’altro provocato l’immobilismo più totale, culminato poi con il suo allontanamento dalla Giunta – è seguito un andirivieni di annunci, proclami e la presentazione di progetti di fatto non realizzabili. Ma analizziamo i fatti: Bastia aveva la necessità di adeguare il PRG alle nuove disposizioni di legge redigendo e approvando un piano regolatore distinto in parte strutturale e parte operativa. La precedente Giunta Lombardi aveva predisposto il documento preparatorio e il pool del Prof. Nigro aveva messo a punto i documenti affinché il Consiglio Comunale, e, più organicamente, la città, potessero avere uno strumento nuovo, snello e adeguato alle moderne esigenze di Bastia.
Animati dallo slogan “Cambiamo Bastia!” e seguendo il già citato e nobile approccio della “pulizia delle scale con la varechina”, questo enorme lavoro consegnato dalla Giunta uscente, è stato completamente accantonato senza una adeguata valutazione, mentre, al contrario, poteva costituire una prima bozza di lavoro sulla quale la maggioranza uscita dal confronto elettorale avrebbe potuto apportare modifiche e integrazioni operando su un primo schema di lavoro, in gran parte definito e di qualità.
Al contrario, si è deciso invece di assegnare un nuovo incarico affrontando una spesa aggiuntiva di oltre 300.000 euro! E ad oggi l’unico risultato tangibile sembra essere qualche incontro che ha più il sapore della propaganda politica che della risoluzione o della semplice proposta di soluzioni organiche e utili per affrontare i veri problemi della città.
Si dice che forse avremo delle risposte organiche nel prossimo marzo 2014: a scadenza del mandato. Sarà vero? Sta di fatto che Bastia Umbra, in Umbria, è uno dei pochi, se non l’unico, Comune che non ha adeguato il proprio PRG alla normativa regionale e quesrto non sembra un buon viatico per la Giunta Ansideri.
In sintesi i problemi, che, come dicono, hanno ereditato dal passato rimangono tutti irrisolti. Ma questo in realtà è un loro grande limite! Se, come dicono, sono più bravi devono essere anche in grado di dare nuove  risposte e nuove soluzioni ai problemi della città e dei cittadini.
Ma veniamo al dettaglio delle aree progetto:
Area Deltafina. Qual è l’ipotesi definitiva?
Il tanto sbandierato Piano San Marco, dichiarato di prossima soluzione in infinite circostanze: quando e con quali accordi con i soggetti interessati sarà risolto?
Piano stalle, fumoso, inapplicabile, ingestibile, inconcludente.
Area PIP Ospedalicchio. Quando si realizzerà? E quale sarà la soluzione?
Area Franchi. Che fine ha fatto la convenzione? E il nuovo insediamento? Bisognerà ancora far passare la pratica in Consiglio o in Giunta per renderla operativa? Ma è una scelta felice ed opportuna collocare in un unico sito, un nucleo di 2.000 persone concentrato in uno spazio limitato, in 154 appartamenti di social housing? L’esperienza della vicina Ponte San Giovanni non insegna niente?
E cosa dire dei ritardi nelle risposte delle poche richieste di concessione edilizia che oggi, stante la crisi del settore ancora permangono?
E la grandiosa idea di Piazza del Mercato di realizzare un megaedificio sull’attuale parcheggio-spazio aperto? Ne vogliamo parlare?
E che dire dell’Area PIC? Messa completamente nel girone dell’oblio e nel dimenticatoio!
E la gestione dei lotti residui nella zona industriale con ordinanze di revoca e relativi contenziosi con i soggetti interessati?
E la mancata regolamentazione dello Sportello Unico dell’Impresa (SUAP) che rende il territorio di Bastia particolarmente esposto alla cementificazione selvaggia e non consente di accelerare i tempi, qualora si riscontri la vera necessità di utilizzare tale strumento di semplificazione amministrativa?

6. Raccolta rifiuti urbani
La Giunta comunale, invece di approfondire e di individuare con l’intera cittadinanza, con le forze politiche e sociali, le iniziative da intraprendere per fare a Bastia una raccolta differenziata efficiente e razionale, senza disperdere energie e risorse, ha preferito rincorrere le scelte demagogiche e propagandistiche.
Utilizza gli obiettivi generali fissati dalla Regione Umbria per illustrare gli obiettivi di raccolta differenziata da conseguire e fa riferimento agli obiettivi proposti dal Governo nazionale per giustificare la necessità di ricorrere alla tassazione dei cittadini.
Teniamo infatti a precisare che in questo il Comune, in maniera del tutto arbitraria, per raggiungere gli obiettivi fissati dal Piano Regionale dei Rifiuti si è scelta la strada più onerosa e più impegnativa per la collettività, facendo così ricadere nelle tasche dei cittadini l’aggravio economico correlato al raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata! In più si lanciano proclami per avere ottenuto grandi risultati: ma quello che viene fatto passare per “oro colato” e per grandi capacità amministrative in realtà è un dato di normale amministrazione, peraltro già riscontrabile in molti altri Comuni, dove si sono raggiunti già da tempo gli obiettivi di raccolta differenziata e senza fare il salasso ai cittadini!
A ciò si aggiunge il disagio di vedere, anche in questi giorni di notevole caldo, un’ampia fascia del territorio comunale, servita dai cosiddetti “mastelli”, cosparsa di questi molteplici contenitori a tutte le ore, in tutte le zone, di tutti i colori, dando un’immagine negativa della città, vanificando anche l’attenzione positiva che la stragrande maggioranza dei cittadini dedica alla raccolta differenziata.
E che dire poi delle buste colorate di viola che rendono note a tutti le problematiche fisiche ed intime di chi è costretto ad utilizzare un particolarissimo servizio, violando così le più elementari norme di privacy.

7. Welfare
In questo delicatissimo settore si registra una insensibilità impressionante e una attenzione decisamente scarsa, soprattutto verso le problematiche delle famiglie che oggi appaiono più che mai strettamente connesse e condizionate dalla grave crisi economica che stiamo tutti subendo.
In questo contesto ci preme far presente che proprio in questi anni è sensibilmente aumentato il numero delle famiglie che fanno ricorso agli aiuti delle organizzazioni caritatevoli. Senza voler fare assolutamente alcuna discriminazione, ci risulta che in passato erano soprattutto le famiglie di immigrati a rivolgersi a queste organizzazioni, poiché, a causa delle difficoltà lavorative cui si aggiungeva la complessità a concretizzare una piena integrazione, si trovavano costretti per forza di cose a chiedere cibo, vestiario e assistenza.
Ora assistiamo impotenti al nuovo fenomeno dell’impoverimento di ampie fasce della popolazione che in passato costituivano la cosiddetta “classe media” e benestante; oggi infatti anche alcune famiglie italiane residenti stabilmente nel territorio, spogliandosi della propria dignità e mettendo da parte ogni residuo di orgoglio che umanamente è insito nelle persone, si trovano nella condizione di dover chiedere aiuto per pagare affitti, bollette e addirittura cibo. Ma questa scellerata maggioranza di governo mentre costringe i cittadini ad accollarsi pesanti fardelli per consentirle di sostenere la raccolta differenziata dei rifiuti e mentre progetta, persa nelle sue manie di grandezza, le sue architetture faraoniche (e irrealizzabili!), è in grado di comprendere di quale portata e gravità rischia di essere, in un futuro non molto lontano, il fenomeno dell’impoverimento della nostra comunità? E cosa intende fare per assumere qualche decisione e per affrontare la situazione in maniera almeno sufficientemente adeguata?? Sta facendo qualcosa? Ci sembra proprio di no!
A ciò si può aggiungere l’aumento incontrollato delle rette degli asili nido ormai comparati al privato.
Questo ha fatto sì che scomparisse la fila e la graduatoria degli asili comunali, poiché a parità di prezzo il privato offre un servizio nettamente migliore e qualitativamente superiore; basta pensare che in questo periodo estivo i nidi privati sono aperti e funzionali mentre i comunali sono già in vacanza poiché sono comparati alla scuola pubblica.
Un amministrazione o un ente pubblico non può fare l’imprenditore o ragionare come tale, non ne ha le capacità, né la forza e verrebbe meno all’aspetto prettamente  sociale che caratterizza tale servizio.
Questa scelta scellerata oltre ad un calo della domanda e a un impoverimento del servizio sociale che la comunità di Bastia ha sempre offerto, ha determinato comunque un aggravio di spesa a tutte quelle famiglie che, attraverso la rete di asili comunali, potevano usufruire di un servizio pubblico di qualità ad un giusto prezzo sociale, dove forse l’unico parametro che andava rivisto era quello delle modalità di accesso.

8. Cultura
Qui l’attuale maggioranza si è superata e ha raggiunto il massimo in miopia e incapacità, poiché sembra evidente che le linee di indirizzo e la politica culturale nel suo complesso non è in mano né al Consiglio comunale, né alla Giunta, né al Sindaco; ma sembra che l’attività sia stata delegata in toto alla pro-loco, cancellando totalmente la presenza, la disponibilità e la proposta delle molteplici associazioni presenti nel territorio. E questo non sembra una buona scelta per la città.
Proseguendo si potrebbe ricordare che questa amministrazione si era proposta alla città come quella che avrebbe posto fine all’annosa ed irrisolta “questione dei rioni”.
Anche in questo caso questi “marziani” che sembrano non conoscere per nulla la loro città, in quattro anni non hanno prodotto alcun risultato, i rioni si trovano esattamente dov’erano con le stesse problematiche di sempre. Anzi nel frattempo è stato sfrattato il rione Moncioveta perché da anni residente in una palazzina inagibile che ormai è diventata veramente pericolosa. Il Sindaco si è tanto prodigato per collocare il rione all’interno dell’Area Petrini e quello che sembrava per il rione un sogno si ben presto trasformato in un incubo che non ha prodotto alcuna soluzione razionale e concreta.
In questo quadro così fosco, quel che è peggio e che va assolutamente sottolineato è come in quattro anni di Amministrazione Ansideri sia stata distrutta ogni proposta o iniziativa culturale di rilievo e di qualità nel territorio.
Si è visto di tutto: un assessore che andava a elemosinare ai commercianti contributi e sponsorizzazioni per poter mettere in piedi iniziative di basso profilo, la concorrenza sleale nei confronto di chi vive di piccole sponsorizzazioni come le varie testate giornalistiche locali o la stessa festa del Palio, dove la massima espressione di cultura è stata il defilè di miss Italia in Piazza Mazzini, e le altre manifestazioni si sono rivelate più di cultura culinaria gastronomica o dolciaria che non “cibo per la mente”.
È vero che sono stati anni difficili, in cui la cultura ne ha fatto le spese, ma, a ben ricordare, questa è anche l’amministrazione che avrebbe messo in piedi un ufficio apposito per reperire risorse anche dai privati.
Ma in questi anni si è distrutto tutto: dalla tradizione dell’accensione delle luminarie a Natale agli appuntamenti di Bastia estate.
Oggi l’Amministrazione tenta di mettere in piedi un programma sì culturale e interessante, ma dispendioso, e comunque malfatto, settario non aperto a tutti.
A noi questo tipo di cultura settaria e riservata solo a chi se la può permettere non piace, riteniamo che nella cultura si debba investire perché è la base del nostro essere e che la stessa debba essere fruibile e accessibile a tutti. La cultura a pagamento ancorché utile e indispensabile va lasciata ai privati.
Altro fronte in sofferenza è quello relativo alle attività dei gemellaggi, completamente abbandonato dal comune fin dall’insediamento della Giunta Ansideri. Ricordiamo infatti che l’amministrazione comunale per moltissimi anni ha esercitato una proficua attività di coordinamento tra le associazioni interessate e deputate ad agevolare gli scambi culturali con le altre cittadine europee gemellate a Bastia Umbra.
Com’è noto si trattava di una grande occasione di crescita e di apertura al mondo estremamente importante per i nostri ragazzi, che vedeva coinvolte in questa interessante esperienza molte realtà cittadine tra cui anche il Gruppo Giovanile e la Banda musicale di Costano. Oggi queste attività oggi sono confinate solo ad alcune iniziative individuali.
Piace inoltre ricordare e sottolineare che questi signori sostenevano quanto fosse importante dare lavoro e sviluppare le aziende del territorio: però guarda caso sono quattro anni che l’amministrazione comunale fa grafica e stampa tutti i suoi manifesti o volantini nel limitrofo territorio di Assisi.
Comunque se tutto ciò non bastasse, a ciò aggiungiamo che sono riusciti anche a far chiudere l’ attività del cinema Esperia, e a noi non sembra civile una città che può fare a meno della “settima arte”.

9. Ambiente
In questo ambito abbiamo invece raggiunto una altro limite negativo, poiché sebbene abbiamo appreso positivamente dell’accordo volontario sottoscritto recentemente dal Comune con il Ministero dell’Ambiente per progetti comuni finalizzati ad analizzare e ridurre l’impatto di fattori inquinanti sul clima e realizzare un modello di amministrazione sostenibile, però in concreto:
non si è voluto ancora approvare il nuovo regolamento di igiene che disciplina gli allevamenti e la bonifica dei siti dove è accertata la presenza di eternit;
si è tentato di costruire una centrale a biomasse nel territorio di Costano, scongiurata solo grazie alla forte reazione degli abitanti della frazione, peraltro già duramente provati dalle precedenti problematiche legate agli allevamenti intensivi;
si vuole costruire una centrale di co-generazione su un’area di recupero sensibile e vicina al centro storico, nell’area ex Franchi, che equivale a costruire una centrale a biomasse proprio nel cuore della città e del suo territorio.

10. Sicurezza
In questo settore da ben quattro anni non si registrano, da parte dell’amministrazione comunale, iniziative volte ad affrontare i problemi legati alla microcriminalità; tema particolarmente delicato ed in aumento anche nel nostro mutato tessuto socio-economico cittadino. Non si è provveduto a stipulare un accordo di collaborazione tra le forze dedicate a questo servizio e neppure si è cercato di coinvolgere in un dibattito i cittadini per promuovere comportamenti individuali e collettivi tesi alla tutela e sicurezza pubblica.
Si è più volte sbandierata l’istallazione di videocamere: uno strumento discutibile e relegato solo al centro storico. Non si è tenuto in considerazione che in alcune frazioni (come per esempio a San Lorenzo) i cittadini si sono dovuti organizzare e autofinanziare la sicurezza del quartiere. Il venir meno della sicurezza incide profondamente sulla qualità della vita dei cittadini e sul loro benessere e su questo l’amministrazione ha dimostrato la totale assenza di sensibilità e di iniziativa.
11. Commercio, industria e artigianato
Questi tre comparti siamo costretti a trattarli insieme altrimenti, saremmo ripetitivi: tant’è la totale assenza di proposte e visioni organiche per affrontare, in questi momenti di grave crisi economica, i problemi che si presentavano, di difficile soluzione, e a volte anche di scarsa incidenza degli strumenti messi a disposizione della pubblica amministrazione.
Ma l’attuale Giunta non è riuscita a dare nessun indirizzo, a stabilire un rapporto proficuo con tutte le associazioni di categoria per progettare e concordare iniziative comuni. Del resto un’Amministrazione Comunale che non ha una sua visione politica delle modalità in cui affrontare i problemi del commercio, dell’industria e dell’artigianato, come può con autorevolezza interloquire con il mondo dell’associazione datoriale e più in generale con l’intera categoria? Qui assistiamo alla vera e propria recessione dei rapporti positivi e di stimolo che sempre hanno caratterizzato le Amministrazioni di centro sinistra.
Qualche volta la Giunta ha tentato il confronto con le Associazioni di Categoria e i le Organizzazioni Sindacali: sul regolamento edilizio, sul metodo di tassazione; ha preso impegni che puntualmente ha sempre disatteso. Questo, ribadiamo, è il comportamento di chi non ha strategia e chiarezza di indirizzo politico; del resto è l’immagine consolidata di questa Giunta.

In conclusione
A quanto detto finora però si può ancora aggiungere dell’altro di carattere strettamente politico e istituzionale.
La responsabilità politica maggiore della nuova maggioranza che si è definita all’indomani delle elezioni del 2009 è di grande rilevanza e di una gravità tale da ledere il mandato elettorale e la rappresentanza democraticamente eletta.
Con il suo operato l’Esecutivo, ha infatti trasformato il Consiglio comunale di Bastia – che dovrebbe essere un organo di indirizzo e di controllo politico – in un’assemblea svuotata di ogni significato, relegata al ruolo di “notaio”, costretta alla costante  approvazione, meramente formale, di scelte predeterminate o a ratificare in maniera acritica l’agenda imposta dalla legislazione nazionale e comunitaria.
A questo proposito basta citare alcuni esempi:
senza un dibattito in Consiglio comunale si è andati all’archiviazione  della bozza del precedente PRG e all’assegnazione di un nuovo incarico;
si è proceduto a conferenze di servizi sul biodigestore senza il Consiglio Comunale;
si procede a progettazioni importanti senza il coinvolgimento del Consiglio comunale;
si decide solo in Giunta il recupero dell’area ex mattatoio stabilendo la realizzazione di un edificio su un’area pubblica di parcheggio.
A consuntivo di questa esperienza per ora si può dire che lo sbandierato cambiamento c’è sicuramente stato: ma ci sembra decisamente in peggio! E soprattutto a spese della trasparenza dell’azione amministrativa, del rispetto dei ruoli istituzionali e della democrazia!!

01/08/2013

Coordinamento Partiti Centro Sinistra Bastia

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