Terrenostre 4.0 giornale on-line Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara
Bastia Umbra

Incidente a Costano, distrutta la storica edicola del Crocifisso. L’augurio di Terrenostre: Ricostruiamola “com’era, dov’era”.

Un pezzo di storia e di devozione popolare di Costano è stato spazzato via in pochi istanti. Nella serata di sabato 7 novembre, intorno alle ore 21, un brutto incidente stradale ha provocato la completa distruzione della storica edicola del SS.mo Crocefisso (o del Cristo Morto).

Il sinistro si è verificato lungo via Fernando De Rosa, all’altezza dell’incrocio con via Duilio Lunghi, proprio nei pressi della Farmacia Costantini. Secondo le prime ricostruzioni, un’ambulanza, nel tentativo di evitare una collisione con un’automobile, avrebbe urtato violentemente la piccola edicola votiva, abbattendola completamente. Fortunatamente non si registrano feriti gravi, sebbene il conducente del mezzo di soccorso e l’infermiere siano stati accompagnati in ospedale per accertamenti. Sul posto sono prontamente intervenute le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco, i quali hanno delimitato l’area per la necessaria messa in sicurezza.

Al di là della cronaca, a colpire profondamente la frazione bastiola è la perdita di un manufatto dal grandissimo valore identitario e affettivo, la cui memoria è stata preziosamente ricordata e ricostruita da Antonio Mencarelli: «realizzata intorno agli anni ’30 del secolo scorso, l’edicola sorgeva in una località nota ai costanesi come “Il Crocione”. Un toponimo antico, coniato proprio perché il piccolo monumento segnava l’incrocio cruciale tra la via “bettonese” (l’antica strada maestra che da Santa Maria degli Angeli conduceva a Bettona) e altre due direttrici, quella verso Tordandrea e quella verso il centro di Costano. Da quasi un secolo, la struttura custodiva una sentita raffigurazione del Crocefisso, venerata con rispetto e trasporto dalla gente del posto. L’edicola non era solo un elemento architettonico, ma un punto di riferimento vivo: tappa fissa di passaggio per alcune processioni della parrocchia, la pietà popolare l’ha costantemente accudita, adornandola di fiori freschi in ogni stagione dell’anno».

La notizia del crollo ha immediatamente suscitato amarezza tra i residenti, riaccendendo peraltro i riflettori sul tema della sicurezza stradale in un’area particolarmente trafficata, dove spesso – denunciano i cittadini – i veicoli transitano a velocità non consentite. Un episodio che riapre una ferita recente, ricordando l’incidente che pochi mesi fa danneggiò gravemente la vicina chiesetta di San Francescuccio de’ Mietitori.

Come redazione di Terrenostre, nel raccogliere il profondo dispiacere della comunità, vogliamo guardare avanti con spirito propositivo. Il nostro auspicio è che, concluse le doverose procedure di accertamento, le istituzioni, la parrocchia e i cittadini uniscano le forze per intraprendere un fedele lavoro di ricostruzione, guidato dal celebre principio del restauro: «com’era, dov’era». Questa storica formula, coniata all’indomani del clamoroso crollo del campanile di San Marco a Venezia nel 1902, rappresenta da oltre un secolo la più naturale e potente risposta emozionale di fronte agli eventi traumatici che privano una comunità di un patrimonio culturale dal forte valore identitario.

 

Un approccio che ha un solo e nobile scopo: ricucire lo strappo e restituire alla devozione e alla tradizione popolare di Costano questo prezioso simbolo, a cui tutti siamo da sempre profondamente affezionati.

08/11/2026

Redazione Terrenostre

Claudia Lucia

Lascia un commento