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L’arte che interroga la piazza: perché le sculture di Paolo Massei sono un valore aggiunto per Bastia

Bastia Umbra, 23/04/2026

L’ARTE CHE INTERROGA LA PIAZZA:
PERCHÉ LE SCULTURE DI PAOLO MASSEI
SONO UN VALORE AGGIUNTO PER BASTIA

 

Da questa mattina, e per i prossimi dieci giorni, Piazza Mazzini ospita tre sculture di Paolo Massei. L’iniziativa si inserisce nel programma di AMAB OFF, un percorso di arte contemporanea che, partendo dai padiglioni del Quartiere fieristico regionale, si snoda tra il centro storico di Bastia, l’Auditorium Sant’Angelo e il Palazzo del Capitano del Popolo di Santa Maria degli Angeli, presentando opere di artisti contemporanei, prevalentemente umbri.

Bastia Umbra si appresta a vivere i giorni intensi della 51ª edizione di AMAB, una manifestazione che quest’anno ha compiuto una scelta coraggiosa: uscire dai confini dei padiglioni per contaminare il tessuto urbano. Al centro di questa operazione si collocano le sculture di Massei, artista bevanate che plasma la materia e trova la sua espressione più autentica «nel ferro e nel fuoco». Le sue opere si impongono nello spazio aperto e luminoso di Piazza Mazzini come una presenza dirompente, stagliandosi sul fondo chiaro del travertino e del calcare delle facciate di San Michele e Santa Croce.

Com’era prevedibile, le installazioni hanno immediatamente acceso curiosità e confronto tra i cittadini, specialmente sui social, tanto con critiche, quanto con apprezzamenti sull’opportunità delle installazioni nel cuore storico della città. Ma è forse proprio qui che si misura il valore dell’iniziativa di AMAB OFF: uscire dai padiglioni e irrompere in città, non in un luogo qualsiasi, ma nel cuore stesso di Bastia. Il dibattito, in fondo, è un segnale positivo: indica una città viva, capace di interrogarsi e di evolvere. E l’arte nello spazio pubblico non è mai neutra: quando genera reazioni, significa che ha colpito nel segno.

Troppo spesso i centri storici vengono considerati entità statiche, quasi fossero teche da preservare nella loro immobilità. Al contrario, la storia urbana dimostra che lo spazio pubblico è un organismo dinamico, in continua trasformazione. In questo senso, l’inserimento dell’arte contemporanea in un contesto stratificato non rappresenta un elemento di disturbo, ma un potente generatore di significati.

Le opere di Massei, con la loro forte matericità e la tensione delle forme forgiate, producono un vero e proprio “corto circuito” visivo. Il contrasto tra il ferro e le superfici storiche della piazza non annulla il passato, ma lo esalta per antitesi, restituendo allo spazio urbano una rinnovata capacità narrativa. La piazza smette così di essere solo un luogo di attraversamento e torna a configurarsi come spazio di riflessione.

In questo percorso artistico si inserisce anche l’Auditorium Sant’Angelo, trasformato per l’occasione in un vero e proprio padiglione espositivo. Da domani pomeriggio ospiterà un’esperienza immersiva tra installazioni, suoni e musica: un’immagine inedita per uno spazio che si apre, per la prima volta, a un uso così dichiaratamente contemporaneo. L’ingresso libero sottolinea la volontà di rendere l’arte accessibile a tutti.

Va riconosciuto agli organizzatori di AMAB e all’assessore Paolo Ansideri il merito di una scelta lungimirante. Portare l’arte fuori dai luoghi canonici — gallerie e padiglioni dedicati — per offrirla allo sguardo quotidiano del passante è un’operazione di autentica democrazia culturale. Evviva!

Bastia Umbra possiede una vocazione dinamica e produttiva che la distingue nel panorama regionale. Accogliere i linguaggi della contemporaneità non è una forzatura, ma un atto coerente con questa identità. D’altronde, ogni bene culturale che oggi tuteliamo è stato, al momento della sua nascita, un gesto di rottura, un segno di modernità. In questo contesto, ben vengano le installazioni di arte contemporanea nei centri storici, e in particolare a Bastia che — lo sappiamo — fatica ancora ad accogliere le novità.

Il dibattito acceso questa mattina sui social dimostra che l’iniziativa di AMAB OFF ha raggiunto il suo obiettivo: riattivare lo spazio pubblico attraverso il potente strumento dell’arte, riportando al centro la piazza come luogo di confronto e partecipazione.

E forse, proprio grazie a queste presenze forti, riusciremo anche a distogliere lo sguardo — almeno per qualche giorno — da una delusione: quella del recupero delle Tre Cannelle, il cui involucro vetrato, già segnato da evidenti fenomeni di condensa, non consente di restituire alla vista uno dei luoghi più attesi e simbolici della memoria cittadina.

 

 


Claudia Lucia (Redazione Terrenostre)
(© Riproduzione Riservata)

 

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