Editoriale del 28/01/2026
QUANDO L’OPPOSIZIONE SI ASSENTA:
UN PROBLEMA DEMOCRATICO
Negli ultimi mesi, a Bastia Umbra, si sta registrando un fenomeno che non può passare inosservato: la progressiva e ripetuta assenza dei consiglieri comunali di opposizione – espressione del centrodestra – dai principali momenti della vita istituzionale e pubblica della città.
Non si tratta di singoli episodi isolati, ma di una tendenza che solleva interrogativi politici seri sul ruolo e sulla funzione dell’opposizione in Consiglio comunale. Solo per citare alcuni fatti recenti, lunedì 26 gennaio, alla Sala Maschiella di Umbria Fiere, si è svolta la presentazione del piano di rilancio strategico del Quartiere Fieristico Regionale: un evento di grande rilievo per Bastia e per l’intera Umbria, con la presenza del meglio dell’imprenditoria regionale, delle associazioni, delle partecipate e di numerosi rappresentanti istituzionali. In sala erano presenti esponenti della maggioranza comunale e regionale, ma si è notata l’assenza totale dei consiglieri comunali di centrodestra.
Eppure, vale la pena ricordarlo, quel piano è il primo step per l’ammodernamento del Centro Fieristico Regionale e sarà seguito dal progetto in corso di redazione finanziato anche con Fondi di Coesione assegnati dal Governo Meloni, con atti firmati dall’allora presidente della Regione Donatella Tesei e dall’allora sindaco di Bastia Umbra Paola Lungarotti, entrambe espressione del centrodestra. Un’assenza che appare dunque ancora più difficile da comprendere, anche sul piano politico e istituzionale.
Il 27 gennaio, inoltre, Bastia Umbra ha commemorato la Giornata della Memoria con l’apposizione di alcune “Pietre d’Inciampo” in ricordo degli Internati Militari Italiani, cittadini catturati durante la Seconda Guerra Mondiale mentre prestavano servizio militare e trattenuti nei campi di lavoro in Germania. La memoria di questi uomini dovrebbe essere patrimonio condiviso da tutta la comunità e da tutte le forze politiche. Anche in questa occasione, tuttavia, si è registrata l’assenza dei consiglieri di centrodestra. Una circostanza che colpisce, soprattutto se si considera che 117 cittadini bastioli furono internati nei campi di lavoro: una pagina di storia che riguarda direttamente tante famiglie del territorio.
Ma l’episodio più critico, sul piano strettamente istituzionale, resta quello avvenuto durante il Consiglio comunale chiamato a discutere il bilancio preventivo (23 dicembre scorso): l’atto più importante dell’azione amministrativa, quello che indirizza le scelte politiche, economiche e sociali della città. In quella seduta, ben tre consiglieri di opposizione su sei erano assenti.
Non meno significativa è la percezione di una più generale assenza dalla vita politica e amministrativa dei coordinatori dei partiti e delle liste civiche. Limitata partecipazione alle attività culturali e sociali, ridotta iniziativa politica, poca presenza tra la gente. La conseguenza è il progressivo indebolimento del pluralismo e il senso, per molti cittadini, di non sentire altra voce che quella della maggioranza. Dove il dibattito politico si affievolisce, cresce anche il disinteresse e si alimenta l’allontanamento dalle urne.
A questo punto la domanda è inevitabile: perché questa crescente assenza dell’opposizione dalla vita politica e amministrativa di Bastia Umbra?
Fare il consigliere di opposizione è certamente faticoso. Richiede studio degli atti, spesso messi a disposizione all’ultimo momento, capacità di analisi, preparazione degli interventi, presenza nelle commissioni, attenzione alle ricadute concrete delle decisioni sulla vita della comunità. È un lavoro impegnativo, poco visibile e raramente gratificante. Ma è anche un dovere politico verso i cittadini che hanno espresso il loro voto.
È indispensabile, quindi, uno scatto di orgoglio politico: tornare a fare opposizione in modo serio e organizzato, condividendo il lavoro con la squadra che ha sostenuto la candidatura, costruendo proposte, presenziando ai momenti pubblici della città, grandi e piccoli. Lo stesso vale per i coordinatori delle liste civiche e dei partiti.
Perché la politica non si fa solo in aula consiliare, ma anche tra la gente, negli eventi pubblici, nelle iniziative civili e istituzionali che segnano la vita di una comunità.
In caso contrario, l’assenza diventa una forma di rinuncia. E un’opposizione che rinuncia al proprio ruolo non indebolisce solo se stessa, ma impoverisce il confronto democratico e il diritto dei cittadini ad avere un controllo reale sull’azione della maggioranza.
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di Francesco Brufani – Direttore
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